VAJO BORAGO

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Descrizione

 Alberi d’alto fusto e un lussureggiante sottobosco, verticali pareti di roccia incise da grotte e “covoli” scavati dall’acqua, rane e salamandre, scoiattoli e, più rari da incontrare, volpi e tassi: il Vajo Borago è una delle poche oasi naturalistiche a ridosso della città. Profondamente inciso a forma di canyon, parte dal cono basaltico del Monte Tondo, poco sopra Montecchio, e confluisce nella valle di Avesa all’altezza del Monte Spigolo, 600 metri più in basso.

Il toponimo deriverebbe (come altre parole italiane, poco usate, botro, borro ma anche burrone) dal greco bothros che significa fossa, forra. E infatti, lasciati i vigneti ed i coltivi che circondano le ultime case di Avesa, la valle, all’inizio larga e soleggiata, si restringe ben presto in una profonda e fresca forra. Poco più avanti sembra chiudersi in modo piuttosto brusco e imprevisto sotto una parete verticale, alta più o meno una trentina di metri. Il salto viene superato senza problemi grazie ad una comoda scala metallica, e poco oltre il paesaggio cambia completamente. In breve si esce dal bosco, e si risale la collina, terrazzata e coltivata a ulivo e ciliegio, fino al paese di Montecchio.

Due diverse opzioni, una un po’ più lunga, una un po’ più breve, per ridiscendere ad Avesa.

Dettagli gita

13/03/2013
Seniores
da Avesa.
Giuseppe Golia e Sergio Capitanio.
E (Escursionistica)
ore 4; dislivello m 350.