IL SENTIERO DEL MINATORE

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Descrizione

La “facciata” di guglie e crode che il Latemar specchia nelle acque del Lago di Carezza è una delle cartoline dolomitiche più note e diffuse. Meno conosciuta la montagna che sta dietro alla facciata. Da un lato la mediocre qualità della roccia, dall’altro la relativa mancanza di punti d’appoggio hanno spesso scoraggiato la frequentazione di alpinisti ed escursionisti. Eppure è un mondo prezioso dal punto di vista geologico, botanico e paesaggistico. Ancor meno noto forse che il Latemar fu, a partire almeno dal tardo medioevo, terreno di un’intensa attività mineraria, che arrivò ad occupare qualche migliaio di minatori. Non ne rimangono che scarse tracce, qualche toponimo e molte leggende. In particolare se ne cavava dell’ematite e altri minerali ferrosi. Di certo non l’oro che i nani avrebbero nascosto nel cuore della montagna e a tratti si vedrebbe ancora brillare tra le rocce, nella luce del tramonto.