CRODA DI CENGLES (m 3375), ANGELO GRANDE (m 3521) e DOSSOBELLO DI DENTRO (m 3128)

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Descrizione

La storia nascosta nei nomi dei monti incuriosisce sempre. In particolar modo quando il toponimo è di immediato significato e di oscura spiegazione. Anche se il più delle volte poi la domanda rimane sospesa. Perché una montagna si chiama Angelo? Sul Grande, d’accordo, nessun problema, c’è anche quello Piccolo, ma perché Angelo? Una delle pochissime ipotesi azzardate è che venga dal latino angolus, ma non convince. E poi, angolo di che? La posizione, a metà della cresta orientale dell’alta Valle di Zay non lo giustifica. Bello pensare che il nome abbia a che fare con la caratteristica forma arcuata del suo ghiacciaio di nordovest, simile a una sontuosa ala di angelo rinascimentale. Altrettanto azzardato, ma più suggestivo. Teniamoci la curiosità e proviamo a salire la cima, una gran classica, divertente e di soddisfazione. Altrettanto interessante, anche se forse un po’ più faticosa, la salita alla Croda di Cengles, affacciata sulla Val Venosta. Vasto e bello il panorama che regala, ma bellissime le vedute sul versante nord dell’Angelo e sull’imponente scivolo nordest della Vertana. Se poi vogliamo completare al meglio un fine settimana di grande impegno, non ci resta che tornare a valle attraversando la cima del Dossobello, forse il più celebre belvedere sulla conca di Solda.

Dettagli gita

2 giorni
26/07/2014 -> 27/07/2014
Canyoning
Grazia Burato e Mattia Avesani
EEA/PD (EEA/PD)