COLSANTO (m 2112)

Torna alle gite

Descrizione

A cavaliere tra le valli del Leno di Terragnolo e del Leno di Vallarsa l’ampia e isolata cupola prativa del Colsanto, nel settore nordoccidentale del Pasubio, a primavera è una delle mete preferite da scialpinisti ed escursionisti, sia per la relativa sicurezza del percorso sia per la non comune profondità del panorama che vi si gode nelle giornate limpide. Occupato dai soldati italiani nei primi giorni della Grande Guerra, venne riconquistato dagli austro-ungarici nel 1916, che lo tennero fino alla fine del conflitto. Nessun riferimento a queste vicende tragiche o richiami ad eventuali motivi sacri nel toponimo, che sembra piuttosto doversi far risalire all’alto tedesco zant-ecke, dosso della sabbia (sand). Più che la frequentata “via comune” per l’Alpe Alba e il Dos dell’Anziana, è consigliabile, ma solo con nevi sicure, raggiungere e percorrere la vecchia strada militare costruita dagli austriaci sul versante nord della montagna per consentire il rifornimento al fronte del Pasubio, attraversare le solitarie radure e i prati di Malga Coston e Malga Fratom, rimontare  la ripida costa della Sella dei Colsanti ed infine l’erto pendio meridionale del monte che pian piano va a smorzarsi nella vasta sommità del Colsanto. Si avrà il duplice vantaggio di non incontrare probabilmente nessuno lungo il percorso e di arrivare in vetta quando tutti se ne saranno già scesi.

Dettagli gita

06/02/2011
Escursionistica su neve
dal parcheggio poco sopra Giazzéra, 12 km da Rovereto.
Alberto Perolo
EE (Escursionistica esperti)
ore 5; m 950