Descrizione
Breve escursione di fine inverno nel dolce paesaggio collinare a ridosso della città. Nonostante la discontinuità meteorologica tipica di marzo, perennemente in bilico tra inverno e primavera, l’entroterra collinare intorno a Montorio è tra i primi ad avvertire l’arrivo della nuova stagione. Non è solo la presenza dei primi pendii collinari dove la luce delle giornate ormai allungate si riversa a scaldare il terreno dopo il lungo inverno, ma anche la ricchezza delle sue risorgive, vera iniezione di vita per la primavera ormai alle porte. E infatti, verso il termine dell’escursione, tra Ferrazze e Montorio, si percorre un pittoresco stradello fiancheggiato da due bei corsi d’acqua sorgiva. Altro elemento curioso che s’incontra durante l’escursione, sulla dorsale a nord del Castello di Montorio, è il celebre “Pilotòn”, come viene comunemente nominato il curioso bianco monolite conficcato nel terreno, di cui nessuno sa l’origine né tanto meno l’uso. Lo si incontra sulla stradina detta appunto della Preafitta, all’incrocio di cinque strade che conducono rispettivamente a Novaglie, San Fidenzio, Mizzole, Montorio e Gazzo. Molti ritengono abbia origini preistoriche ma viene comunemente fatto risalire all’epoca romana perché ubicato sulla linea retta che dal Foro di Verona (Piazza Erbe) indica il punto esatto dove sorge il sole il 21 giugno. Così troverebbe conferma anche la denominazione di Montorio, da Mons Aureus, cioè "monte dell’oro", monte che indicava la direzione della luce del sole nascente, fonte di vita. Quel che è certo sull’origine delle pietre megalitiche è che la loro costruzione iniziò dopo la scoperta dell’agricoltura, ad invocazione e protezione della fertilità della terra.

