CIMA SCLAPA (m 1887) E CIMA PARÌ (m 1991)

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Descrizione

Con l’abbandono della montagna, il bosco, ormai da anni, lento ma inesorabile, riconquista gli estesi prati falciabili di Malga Dromaè e della Sella del Campigolo, i “segaboli”, dai quali un tempo si portavano a valle fino a 120 reti di fieno. Ancor oggi che non si falciano più, specie quelli ripidissimi sulle coste sotto il crinale, questi prati continuano a caratterizzare l’aspetto dei due versanti della breve catena Sclapa-Parì, ed ogni anno, fra la tarda primavera e l’inizio dell’estate, stupiscono con lo spettacolo di un’imponente fioritura di narcisi e peonie. Una lunga trincea austriaca corre sul facile filo di cresta della montagna, aperto alla vista su un’ampia cerchia di monti e ben cinque laghi: Ledro, Garda, Tenno, Cavedine e Molveno. Siamo nel paesaggio insubrico, immediatamente a ridosso di Riva del Garda, caratterizzato dalla presenza di specie vegetali mediterranee accanto a specie continentali ed alpine; connubio unico e particolare, favorito dal clima mite dei laghi prealpini, che non ha mancato di attirare l’interesse di molti studiosi e viaggiatori, soprattutto inglesi, fin dal 19° secolo

Dettagli gita

25/05/2008
Escursionistica
da Mezzolago, sulla sponda nord del lago di Ledro, si sale in breve a località Moi
Giancarlo Murari e Marisa Spazian
E (Escursionistica)
ore 6; m 1250