CIMA LA UZZA O MONTE DEL FRATE (m 2678)

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Descrizione

I monti della Val di Breguzzo, nel settore sudorientale dell’Adamello, appartati, solitari e un po’ trascurati, hanno sempre goduto di una frequentazione numericamente modesta, ma attenta e rispettosa. Privi di vedrette glaciali e di importanti formazioni rocciose, non hanno mai destato un grande interesse alpinistico. Così, se si escludono ovviamente i quattro duri anni della grande guerra, che su queste cime ha lasciato segni profondi, e le attività del bosco e dell’alpeggio, ormai quasi ovunque in abbandono, fino a tempi recenti i più assidui visitatori di queste montagne sono stati soprattutto geologi e botanici. La zona è realmente unica per varietà di formazioni rocciose e ricchezza di specie vegetali. Tra Otto e Novecento ha erborizzato quassù il “fior fiore” degli studiosi italiani. Difficile però che anche l’escursionista più attento riesca a cogliere la particolarità di rari endemismi o di insolite felci e orchidee, ma neppure il più distratto potrà restare indifferente al fascino di un paesaggio che l’affiorare di bizzarre formazioni calcaree in un mondo di graniti e tonaliti rende vario e pittoresco. Gli stessi due toponimi con cui si designa la nostra vetta, La Uzza o Monte del Frate, sono entrambi riferiti ad un singolare fenomeno geologico, una sottile guglia di calcare sulla cresta sudest del monte. Si tratta di un elegante obelisco che può essere visto tanto come un ago (uzza in dialetto trentino) quanto, con un po’ più di immaginazione, come un frate incappucciato.

Dettagli gita

08/06/2014
Escursionistica
Alberto Marchi e Marziano Boner
E (Escursionistica)
ore 6,30 - m 1150