CIMA DI VALGRANDE (m 2007)

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Descrizione

 Lo sviluppo turistico legato alla realizzazione di giganteschi caroselli sciistici fortunatamente non ha finora toccato l’Alpàgo se non in modo marginale, benché favorevoli condizioni climatiche vi garantiscano nevicate spesso più abbondanti che sulle stesse Dolomiti. È rimasto così terreno esclusivo di chi sulle montagne ci va solo con i propri mezzi, sci o racchette da neve che siano. Da questo punto di vista, la zona della Val Salatis, il più lungo e profondo dei solchi vallivi che incidono il versante occidentale della catena del Col Nudo/Cavallo, è un vero “comprensorio scialpinistico”, che non finisce di svelare angoli e itinerari di grande pregio e soddisfazione.

La Cima di Valgrande, che, con la vicina Cima di Valpiccola, chiude a est la testata della valle affacciandosi alla pianura pordenonese, è un’affilata sommità al termine di vaste distese e dolci ondulazioni. L’itinerario, generalmente privo di pericoli oggettivi, è percorribile anche dopo recenti nevicate, con un’attenta scelta della traccia. L’ambiente, caratterizzato dal contrasto tra i boschi del Guslon sulla sinistra orografica della valle e i ripidi ghiaioni che scendono sul versante opposto dal Monte Messér e dal Monte Sestiér, è davvero suggestivo e “avvolge” letteralmente l’escursionista che si addentra tra dossi, avvallamenti e creste, normalmente ben innevati fino a primavera.

Dettagli gita

03/02/2013
Escursionistica su neve
da Tambre d’Alpago si prende per Pianon e Malga Cate.
Andrea De Togni.
EE (Escursionistica esperti)
ore 7; dislivello m 950.