Descrizione
Perché le montagne della Valle Aurina hanno una morfologia così diversa dalle vicine Dolomiti? Banalmente si potrebbe dire che il motivo è nella natura delle rocce, che tutti possono riconoscere tanto sono diverse. In realtà la ragione geologica è ben più complessa e tocca la struttura dell’intera catena delle Alpi.
In questa escursione potremo osservare i processi geologici che hanno generato la parte centrale, l’ossatura, della catena alpina. Da circa 90 milioni di anni l’Africa e l’Europa hanno iniziato uno scontro che dura tutt’oggi. A causa della convergenza e collisione dei due blocchi, rocce, che un tempo potevano trovarsi anche a molte centinaia di chilometri di distanza e rappresentare ambienti paleografici molto diversi, si sono sovrapposte le une alle altre fino a generare uno spessore di più di 30 chilometri. È solo grazie all’erosione dei fiumi e dei ghiacciai se oggi, in valle Aurina, possiamo osservare le rocce del vecchio oceano che separava l’Europa dall’Africa e riconoscere rocce che un tempo erano un pezzo di Dolomiti.
Conosciuta con diversi toponimi in lingua tedesca (Eignerköpfl, Agnesspitze, Ahrnerkopf) la Cima del Vento è più direttamente identificata dal nome italiano come la cima che chiude al fondo la solitaria, omonima valle, laterale della Val Aurina.
Salita lunga e impegnativa, ma senza particolari difficoltà, non richiede attrezzature alpinistiche e ripaga la fatica con un bel giro d’orizzonte sulle cime del massiccio del Venediger e delle Alpi Aurine.
Per approfittare al meglio di quanto ci verrà illustrato nel corso dell’escursione è prevista per giovedì 18 agosto in sede una serata di introduzione agli aspetti geologici dell’escursione.

