All’inizio della propria storia, oltre che le montagne alle spalle di Verona, le altre mete scelte furono essenzialmente quelle che erano state teatro delle tragiche vicende della guerra in montagna. Il Pasubio, l’Ortigara, l’altopiano di Asiago, l’Adamello, l’Ortles e il Cevedale, estate dopo estate, videro i battistini salire le cime e rivisitare i teatri delle battaglie, in una sorta di pellegrinaggio della memoria che però guardava con speranza al futuro.
Furono gli anni dei campeggi itineranti (“attendamenti” li chiamavano allora, oggi li definiremo trekking), delle cordate sui ghiacciai, degli omaggi a chi aveva combattuto, perdendo la vita oppure tornando a casa col ricordo dei compagni caduti. E proprio alcuni ex militari che erano stati nelle prime linee della “guerra bianca” divennero i primi istruttori di sci del Gruppo, prima ancora che, sulle montagne di casa e su quelle del vicino Trentino, si sviluppasse l’industria turistica della neve.
Negli anni del fascismo, il Gruppo cercò fino a che fu possibile di mantener una propria autonomia rispetto agli obblighi che il regime imponeva (uno su tutti l’adesione obbligatoria all’OND per qualsiasi gruppo che si occupava di attività sportive ed escursionistiche) così come cercò di mantenere una costante attività anche negli anni di guerra, nonostante il richiamo alle armi di molti soci e dirigenti.
Nel 1946 il Gruppo Alpino Cesare Battisti, confluisce nel Club Alpino Italiano, quale Sottosezione della Sezione di Verona. S’incarica della prima ricostruzione e della gestione del Rifugio Telegrafo sul Monte Baldo. Contemporaneamente riprende l’attività escursionistica e alpinistica, sia invernale che estiva, sotto la guida di Angelo Pojesi, diventando un punto di riferimento importante per tutto l’alpinismo veronese.
Nel 1953 con il generoso lavoro di molti soci venne costruito il rifugio di Cima Carega, dedicato alla memoria di Mario Fraccaroli, socio tra i più attivi del Gruppo, ucciso dai tedeschi in fuga negli ultimi giorni della Seconda Guerra Mondiale.
Come detto, fin dalle origini è tra i primi gruppi a Verona a sostenere e a divulgare gli sport della neve, in particolare la pratica dello scialpinismo. Nel 1967 costituisce la Scuola di scialpinismo cittadina, riconosciuta dalla Commissione Nazionale Scuole di scialpinismo del CAI nel 1971, che in seguito verrà intitolata alla memoria di Renzo Giuliani, presidente del Battisti dal 1960 al 1970, Mentre da oltre cinquant’anni organizza il corso di discesa per ragazzi, “La Campanellina”.
Nel 1976, forte del suo spirito anticonformista, organizza una prima spedizione alpinistica sul Caucaso che dà il via – in piena guerra fredda – ad una serie di intensi scambi di ospitalità con gruppi e club alpinistici sovietici. Nel 1978 una nostra spedizione raggiunge la cima dello Huascaran, in Perù, a cui sono seguite decine di altre spedizioni sulle montagne del mondo.