1. Da dove siamo partiti

1923 – L’origine e il nome della Sezione

La storia della Sezione Cesare Battisti del Club Alpino Italiano è più che centenaria e si intreccia  con le vicende della città.  

È il 5 maggio del 1923 quando sei giovani veronesi decidono di formare un gruppo di appassionati di montagna, a cui danno il nome di Gruppo Alpino Cesare Battisti, intitolandolo al politico socialista e irredentista italiano, processato dal tribunale militare austriaco per alto tradimento e giustiziato il 12 luglio 1916 a Trento.

Oggi la Sezione conta oltre  1.700 Soci, appartenenti a tutte le fasce di età, svolge attività in ogni stagione dell’anno, dalle escursioni più facili alle ascensioni alpinistiche in alta quota, dai trekking alle spedizioni sulle montagna extraeuropee, dalle gite di scialpinismo a quelle dedicate all’arrampicata e al canyoning, oltre all’attività dedicata al gruppo Seniores, alle famiglie e al Gruppo Giovani (attivo dal 2016).

Atto Costitutivo

5 maggio 1923 : l’atto costitutivo del Gruppo Alpino C.Battisti, ovvero la Fede di nascita

 

2. Le prima attività

Gli anni ‘20 Le prime escursioni del Gruppo sulle montagne veronesi -e oltre-, e la passione per la neve. 

Le prime mete sono le montagne veronesi, e poi quelle più lontane che erano state teatro della guerra in montagna: il Pasubio, l’Ortigara, l’altopiano di Asiago, l’Adamello, l’Ortles e il Cevedale.

Molto presto si sviluppa la vocazione allo sci e alla pratica della montagna d’inverno, ancora forte oggi e testimoniata dal programma sezionale, ricco di proposte di scialpinismo, alpinismo e di escursionismo invernale con le ciaspole.

 

3. Una figura importante: Angelo Poiesi

1931 – Il Presidente più longevo del Gruppo: 30 anni di guida ininterrotta

La storia del Gruppo C. Battisti deve molto alla forte personalità del presidente Angelo Pojesi, che lo guida per quasi un trentennio, dal 1931 al 1959. Sarà un presidente molto amato, un forte alpinista, un talento naturale. Sarà questa generosità una caratteristica comune a molti dei presidenti successivi.

1955 - Ponte di Legno

1955, momento conviviale a Ponte di Legno dopo una traversata scialpinistica dell’Adamello. Angelo Pojesi in primo piano a destra

 

4. Le attività in montagna tra le due guerre

Anni ‘30 – L’esplorazione dell’arco alpino e la palestra di roccia a Stallavena.

Negli anni ‘30 si esplorano un po’ tutti i gruppi montuosi delle Dolomiti, Sciliar, Sassolungo, Sella, Lavaredo, ma anche Adamello, Ortles e nel ‘36 si organizza una settimana alpinistica sul Monte Bianco. Nel 1936 il Gruppo conta 120 associati e mostra una notevole vivacità. Ma arriva la guerra. Molti soci sono richiamati alle armi e la popolazione patisce le ristrettezze e le violenze della guerra. L’attività, drasticamente ridotta, non impedisce però di dare avvio, grazie ad Angelo Pojesi, ad una scuola di roccia alla falesia di Stallavena.

1936 - Cima Carega

1936, salita invernale a Cima Carega. Il primo a destra è Mario Fraccaroli, a cui verrà intestato il Rifugio

 

5. Il Dopoguerra e l’adesione al CAI

1946 – Il Gruppo diventa Sotto Sezione del CAI e sviluppa le attività su neve.

Nel 1946 il Gruppo Alpino Cesare Battisti confluisce nel Club Alpino Italiano, e diventa Sottosezione della Sezione di Verona. Riprende l’attività escursionistica e alpinistica, sia invernale che estiva, sotto la guida di Angelo Pojesi, e la sottosezione diventa un punto di riferimento importante per tutto l’alpinismo veronese.
Il dopoguerra vede un ulteriore sviluppo delle attività su neve. Su impulso di Angelo Pojesi prendono vita lo Sci club Cai-Battisti, una scuola-sci ed un gruppo di sci agonistico. Nel 1959 sempre su sollecitazione di Angelo Pojesi e con la collaborazione di FISI e Gruppo Alpino Operaio si organizza il primo Trofeo Val d’Illasi, impegnativa gara di scialpinismo a squadre il cui tracciato collega le cime più belle e importanti del Carega. Ne seguiranno altre 25 edizioni, fino all’ultima del 5 maggio 1985.

 

6. Il Rifugio Mario Fraccaroli

1948-1952 – Viene costruito il rifugio, grazie alle donazioni e al lavoro volontario di tanti soci.

Tra il 1948 e il 1953 con il generoso lavoro volontario di molti soci viene costruito il rifugio di Cima Carega, dedicato alla memoria di Mario Fraccaroli, socio tra i più attivi del Gruppo, barbaramente ucciso dai nazisti in fuga negli ultimi giorni della Seconda Guerra Mondiale.

Rifugio Fraccaroli nel 1953

1953 il Rifugio appena “terminato”, 20 giorni prima dell’inaugurazione

 

7. Gli anni ‘60

Sono gli anni di un altro grande presidente, Renzo Giuliani, e di tante iniziative in montagna.

L’arrivo degli Anni ’60 vede anche la conclusione della lunga presidenza di Angelo Pojesi, che passa la mano a Renzo Giuliani, altra spiccata personalità di presidente capace di lasciare una forte impronta, in particolare per quanto riguarda lo scialpinismo e le attività invernali da una parte e la sentieristica dall’altra. A lui è dedicato il frequentatissimo sentiero sulle colline veronesi, conosciuto come “Dorsale Giuliani”.

Scialpinistica 1960 - gruppo del Sella

1960, scialpinistica nel gruppo del Sella, in un momento di pausa alla Capanna Piz Boè

 

Il decennio tra i primi Anni ’60 e ’70 rappresenta una delle stagioni più felici dell’alpinismo veronese. Il quartetto formato dai soci e consiglieri battistini Franco Baschera, Giancarlo Biasin, Milo Navasa e Claudio Dal Bosco (gli ultimi tre entrati successivamente a far parte del Club Accademico del Cai) si distingue per le ascensioni su grandi pareti delle Dolomiti, del Gruppo di Brenta e delle Alpi Centrali. Biasin morirà nel 1964 a soli 33 anni in un banale incidente in montagna. Per ricordarlo, verrà completata la “sua” ferrata alla Cengia di Pertica (27 settembre ’64), eretto un bivacco sull’Agnèr e istituito un premio da assegnare annualmente a un giovane alpinista veronese distintosi per merito.

Giancarlo Biasin

Un’immagine dell’alpinista e Accademico del Cai Giancarlo Biasin, morto prematuramente in montagna a cui è dedicata l’omonima ferrata al Passo Pertica

 

8. Gli anni ‘70

Lontano e vicino: le grandi spedizioni alpinistiche extra europee… e la rete dei sentieri sulle colline veronesi.

È la stagione delle grandi spedizioni alpinistiche extra-europee. La prima, nel Caucaso, apre nel 1976 una lunga stagione di esplorazioni sulle montagne del mondo. Vengono salite, tra le altre, le cime dell’Elbrus e il Piz Tchurowsky. Seguiranno (per citarne solo alcune) nel ’78 la salita del Nevado Huascaran (Pico Norte 6654 m) in Perù, di nuovo il Caucaso nel ’79 e nell’85, il Pamir nell’87, il Tien Shan, la Cordillera di Cocuy e la Cordillera di Santa Marta in Colombia, la salita all’Ararat in Turchia.

Nevado Huascaran - 1978

1978 Nevado Huascaran, verso il Pico Norte 6554 m

 

Tra il ’76 e il ’79 viene esplorato e poi tracciato un percorso attrezzato che dalla Cengia di Pertica porta alla Cima Carega e al Rifugio Fraccaroli. Si chiamerà “Sentiero alpinistico Angelo Poiesi”
In quegli stessi anni, su spinta di Renzo Giuliani, si riprende in mano la definizione della rete sentieristica della montagna e delle colline veronesi, dando vita nell’87 al Comitato Gruppi Alpinistici Veronesi (Comitato GAV) . Vengono pubblicate le prime carte escursionistiche.
Sempre su sollecitazione di Renzo Giuliani parte il Natale Alpino una bella iniziativa di solidarietà: una raccolta di vestiario e giocattoli da donare in occasione delle festività natalizie ai bambini delle poverissime contrade della Lessinia. Oggi i fondi raccolti vengono destinati al Cristina Castagna Center in Pakistan, un centro sociale e di sviluppo delle attività alpinistiche nel villaggio di Gotholti, dedicato all’alpinista vicentina Cristina Castagna morta prematuramente durante un spedizione in Himalaya.

Natale Alpino 1966

1966, consegna dei pacchi dono (maglioni, berretti, calzettoni e giocattoli) del Natale Alpino ai bambini di Campofontana

 

9. A cavallo tra due secoli

1997-2013 – La stagione dell’esplorazione di tutto l’arco alpino e delle più belle montagne del mondo. Merito delle iniziative di un grande presidente, Alberto Perolo.

Nel 1997 arriva alla presidenza Alberto Perolo che ricoprirà la carica fino al 2014. Quasi diciassette anni di presidenza ininterrotta, caratterizzati da una costante crescita del numero dei soci e dall’ampliamento continuo delle attività. Alla fine della sua presidenza la Sezione ha ormai oltrepassato i 1500 soci.

Alberto Perolo

Alberto Perolo durante la pausa di una gita in Val Fraselle nel 2019

 

10. La Sezione oggi

La sua nuova sede e le sue attività

Arrivata al suo 95° compleanno la Sezione, nel 2018, acquista la propria sede in Via Mascagni, alla periferia est della città. Proseguono e si sviluppano alcune iniziative, già avviate sotto la precedente gestione. Sono iniziative che puntano a rinnovare la base sezionale, con una forte attenzione all’inclusione delle fasce giovanili. Si organizzano e strutturano un Gruppo Famiglie, e un Gruppo Giovani. Si migliora e potenzia la comunicazione, nella consapevolezza di dover parlare soprattutto a chi il Cai non lo conosce.

La Sezione si occupa anche di sviluppare la cultura della montagna, con alcune interessanti pubblicazioni: il volumetto Montagne Popolazioni e Grande Guerra, in occasione del centenario della Prima Guerra mondiale e il volume Cent’anni 1923-2023, pubblicato nel centenario della sezione.
Nell’assemblea del 17 febbraio 2023, viene eletta la prima presidente donna in cento anni, Rossella De Vecchi.

Rossella De Vecchi

Rossella De Vecchi diventa la prima presidente donna nel 2023, l’anno del centenario della sezione

 

11. E la storia continua, con nuovi impulsi e nuove attività

Nel 2024 la Sezione ha realizzato presso il Museo di Storia Naturale, in collaborazione con il Gruppo Grandi Carnivori e con il Cai Veneto la mostra “Presenze silenziose” ospitata nei locali del Museo.
E’ avviata un’attività di Montagnaterapia che prevede svariate iniziative, prima tra tutte l’accompagnamento in montagna con joelette di persone disabili. Ma anche la collaborazione con l’Associazione Diabetici di Verona per passeggiate salutari in collina e montagna.

Attività con joelette

In ambiente con chi non può muoversi in autonomia. Un momento dell’attività di escursionismo con Joelette

Avviate anche interessanti iniziative di Cai Scuola, con la partecipazione di alunni e classi di vari istituti veronesi. In particolare nell’a.s. 2023/2024 una classe seconda del Liceo Copernico ha partecipato in collaborazione con la sez Battisti al concorso “Una giornata nel parco” Energy” indetto dal Cai centrale, vincendo il premio finale.
La Sezione si fa promotrice della creazione di un Gruppo di Lavoro Intersezionale Tam, sulla tutela dell’ambiente montano.
Infine segnaliamo che l’Archivio Storico della sezione e la sua Biblioteca sono stati ritenuti di pregio e interesse tanto da essere oggetto di vincolo da parte della Sovrintendenza Archivistica e Bibliografica del Trentino Alto Adige e Veneto.
E adesso, avanti con le nuove sfide!