Natale Alpino

"L'idea mi era venuta la prima volta nella valle di Rolwaling. Una sera, intorno al fuoco, Urkien e altri anziani sherpa ci parlarono del dispiacere che provavano perchè i loro bambini non potevano avere un'istruzione; compresi allora per la prima volta il tremendo desiderio di istruirsi che sentiva quella gente semplice".
(Sir Edmund Hillary, alpinista neozelandese, primo salitore dell’Everest).
 
 
NATALE ALPINO 2009
 
Dall’ormai lontano dicembre ’58 puntualmente ad ogni Natale si rinnova questa bella iniziativa di solidarietà a favore di bambini e giovani che vivono in zone di montagna.
Allora erano i monti di casa nostra, oggi sono le montagne di Paesi lontani.
Con l’aiuto di tanti soci ed amici abbiamo sostenuto piccoli progetti in India, Nepal, Perù, Bolivia, Ecuador. Abbiamo portato l’acqua e l’elettricità in villaggi sperduti, abbiamo costruito piccole scuole rurali e le abbiamo dotate dei mezzi per sopravvivere anche oltre il nostro intervento. Realizzazioni modeste, inadeguate alle necessità e ai bisogni, ma concrete, efficaci, di grande importanza per coloro che ne sono stati i destinatari.
Per il quarto anno consecutivo restiamo in Ecuador. In un barrio di Esmeraldas una quarantina di bambini delle zone rurali del circondario vive lontano dalle famiglie, assistiti da una volontaria, in condizioni di grande precarietà. È l’unico modo che hanno di poter frequentare la scuola. Vorremmo sostenerli in questo loro sforzo, alleviare il loro disagio, consolidare la loro voglia di costruirsi un futuro un po’ migliore.
  
ESMERALDAS,
 
quasi un pezzo d’Africa nel cuore delle Ande, è l’insediamento più importante dell’Ecuador di discendenti degli schiavi portati dagli Spagnoli oltre quattrocento anni fa. In quello che è forse il più povero dei Paesi andini, i morenitos sono gli ultimi, spesso esclusi anche dai servizi assistenziali di base.
 
Mandare avanti la baracca o
 
Nel Barrio Chone di Esmeraldas, l’Hogàr campesino (il focolare contadino) è una casa pericolante di due piani di legno e cartone, tirata su alla meno peggio sul fianco di una collina di fango. Ospita un’allegra brigata di quaranta bambini. Vengono dalle zone rurali del distretto e tenerli lì è l’unico modo per farli andare a scuola.
 
Con i fondi raccolti lo scorso anno pensavamo di realizzare il consolidamento della struttura, il miglioramento delle camerate, dei servizi igienici e una cisterna per l’acqua potabile. Abbiamo raccolto e inviato in Ecuador ben 14.500 dollari (oltre 10.500 euro). Sicuramente un bel risultato. Dobbiamo ringraziare i tanti soci ed amici che hanno dato il loro contributo, i soci della Sezione Cai di San Pietro in Cariano, quelli che hanno partecipato ai soggiorni invernali, i soci che hanno organizzato cene e lotterie di solidarietà e i soci che si sono divertiti a prendervi parte, accontentandosi magari di premi poco più che virtuali. (Ne organizziamo anche quest’anno e facciamo conto su una larga e generosa partecipazione).
 
Il risultato è stato superiore alle attese, alle nostre, ma soprattutto a quelle dei volontari che a Esmeraldas collaborano con la signora Ana Cabeza a mandare avanti la baracca. Al punto che, tutti d’accordo, hanno pensato che forse era il caso di
 
… rifarla!
 
Realizzare cioè una costruzione nuova, in luogo più sicuro, al riparo dal rischio che venga giù al primo temporale. D’intesa con gli amici dell’Associazione Hermandad di Povegliano, non ci è sembrato bello deluderli, anzi, li abbiamo incoraggiati in questa scelta che ci è parsa subito la migliore. Detto e …quasi fatto! Il terreno c’è già, messo a disposizione dalla Diocesi di Esmeraldas, e un tecnico volontario ha steso il progetto e chiesto le necessarie autorizzazioni. Ora si tratta di trovare i fondi. Abbiamo calcolato un ulteriore investimento di 15.000 dollari. Siamo già a metà strada. Ce la possiamo fare, con l’aiuto di tutti possiamo dare realtà al progetto di un
 
nuovo “Hogàr campesino”
 
per dare ai nostri giovani studenti un posto sicuro dove dormire, mangiare, giocare, studiare, in una parola, vivere.
 
 
Puoi aderire all’iniziativa versando il contributo:
-       in banca su coordinate IBAN: IT11R0518811717000000055375 riferite a Sezione CAI Cesare Battisti, specificando la causale “Natale Alpino 2009”.
-       su c/c postale su coordinate IBAN: IT98M0760111700000054802137 riferite a Sezione CAI Cesare Battisti, specificando la causale “Natale Alpino 2009”.
-       direttamente presso la Sezione CAI Cesare Battisti, via San Nazaro 15, Verona,  negli orari di apertura della sede.
 
 
In collaborazione con l’associazione Hermandad, Povegliano Veronese - Concepcion

  

Per avere informazioni sul Natale Alpino 2008 e 2007 <clicca qui>.
 
Di seguito i calendari da tavolo che la nostra Sezione ha prodotto a partire dal 2007 per raccogliere fondi da destinare al Natale Alpino.

 calendario 2007                         calendario 2008                            calendario 2009                             calendario 2010